Urla, grida, si lamenta. Da ore! In braccio non vuole stare. Appena lo metto giù diventa anche peggio. E tutto senza una lacrimuccia. Ho già controllato se si è fatto la cacca o la pipì addosso, ma niente. Avrà sonno? Avrà fame? Ma che cosa avrà? Il visino è una smorfia di rabbia e di disperazione. La bocca aperta sprigiona degli urli che mi entrano dentro, percorrono la spina dorsale per esplodere nel mio cervello dietro all’udito. Il ciuccio non lo vuole. Non vuole essere coccolato e spinge via la mia mano.
Il vostro bebè non dorme mai e piange la notte? La mattina dopo vi sembra di aver fatto di tutto eccetto di riposarvi? Allora forse stiamo condividendo il destino di molti genitori con neonati o lattanti: la notte non si dorme. Eppure, Antonio, il nostro primogenito che adesso a 2 anni e mezzo, già con 7 mesi dormiva tutta la notte. Una gioia e un lusso immenso. Nicola, no. Nicola, 7 mesi, fa un pisolino fino a mezzanotte e poi inizia a lamentarsi, a ruotare con le braccia fino a lasciarsi andare in un pianto privo di lacrime ed accompagnato da acuti di pura disperazione. L’unico rimedio per calmarlo è di attaccarlo al seno. Non una volta sola: ogni due ore, fino al mattino. Mi sono resa conto che cosi non potevo andare avanti. Non riuscivo a prendere quel minimo di sonno per superare egregiamente la giornata.
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