Urla, grida, si lamenta. Da ore! In braccio non vuole stare. Appena lo metto giù diventa anche peggio. E tutto senza una lacrimuccia. Ho già controllato se si è fatto la cacca o la pipì addosso, ma niente. Avrà sonno? Avrà fame? Ma che cosa avrà? Il visino è una smorfia di rabbia e di disperazione. La bocca aperta sprigiona degli urli che mi entrano dentro, percorrono la spina dorsale per esplodere nel mio cervello dietro all’udito. Il ciuccio non lo vuole. Non vuole essere coccolato e spinge via la mia mano.

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