Il vostro bebè non dorme mai e piange la notte? La mattina dopo vi sembra di aver fatto di tutto eccetto di riposarvi? Allora forse stiamo condividendo il destino di molti genitori con neonati o lattanti: la notte non si dorme. Eppure, Antonio, il nostro primogenito che adesso a 2 anni e mezzo, già con 7 mesi dormiva tutta la notte. Una gioia e un lusso immenso. Nicola, no. Nicola, 7 mesi, fa un pisolino fino a mezzanotte e poi inizia a lamentarsi, a ruotare con le braccia fino a lasciarsi andare in un pianto privo di lacrime ed accompagnato da acuti di pura disperazione. L’unico rimedio per calmarlo è di attaccarlo al seno. Non una volta sola: ogni due ore, fino al mattino. Mi sono resa conto che cosi non potevo andare avanti. Non riuscivo a prendere quel minimo di sonno per superare egregiamente la giornata.
Avvolte, parlando con altri genitori, mi rendo conto di essere riuscito ad evitare una grandissima seccatura: il figlio (o la figlia) che non vuole dormire da solo o sola. Il merito è di un rituale consigliato da uno dei mille libri che mia moglie portava a casa prima che nascesse il nostro primogenito.
Il figlio dell’altra mamma è nato pochi giorni dopo il mio. Oggi hanno 2 anni e 6 mesi d’età, anzi l’altro bambino sembra di averne 5 anni mentre il mio 2… Un paio di mesi fa la differenza tra i nostri bambini era ancora più eclatante e motivo di una serie di ansie, potenziate dai commenti di mio suocero tipo “tuo figlio è sottosviluppato”, “colpa della tua educazione” ecc. ecc. Tutto colmò in un aneddoto da commedia, nel quale ovviamente feci una pessima figura.
Urla, grida, si lamenta. Da ore! In braccio non vuole stare. Appena lo metto giù diventa anche peggio. E tutto senza una lacrimuccia. Ho già controllato se si è fatto la cacca o la pipì addosso, ma niente. Avrà sonno? Avrà fame? Ma che cosa avrà? Il visino è una smorfia di rabbia e di disperazione. La bocca aperta sprigiona degli urli che mi entrano dentro, percorrono la spina dorsale per esplodere nel mio cervello dietro all’udito. Il ciuccio non lo vuole. Non vuole essere coccolato e spinge via la mia mano.
Leggendo un’articolo sulle 10 cose che un neo papà deve fare dopo il parto, mi sono riaffiorate le immagini di mia moglie che saltellava nella sala parto come se le scappasse la pipì. E invece dieci minuti dopo sarebbe nato Antonio. Sono passati solo 2 anni e 4 mesi d’allora, nel mezzo dei quali c’è stato un altro parto: quello di nostro figlio Nicola. Anche questa un’avventura memorabile, con io e mia moglie bloccati nel traffico, seduti nell’auto della carsharing e lei, avendo le doglie, tutt’altro che rilassata. Insomma, mi sento un Papà vissuto. Per questo mi azzardo anch’io a dispensare 10 consigli per i neo-papà.
Nostro figlio Antonio compie 2 anni e mezzo. A settembre 2010, come molti altri bambini della sua età, inizierà a frequentare la scuola materna. Ma per aiutare il nostro primogenito a diventare grande, prima di tutto dovremo affrontare due quesiti: educarlo ad usare il vasetto e dire addio dal suo migliore amico, il ciuccio.
Per quello che riguarda l’uso del vasetto, ho deciso di posticipare il tutto a primavera. L’inverno non è la stagione ideale per togliere il pannolino per paura che si raffreddi. Per adesso spetta al ciuccio di congedarsi definitivamente.
A Natale è arrivato il primo dentino a mio figlio Nicola. L’ho presa come un bel regalo di Natale, ma mi sono subito dovuta ricredere quando durante l’allattamento iniziò a mordermi.
La pacchia era finita.
Ad ogni poppata, dopo un po iniziava a mordermi facendomi un male cane! Non volevo terminare l’allattamento al seno. Quindi ho iniziato a sperare in una soluzione alternativa cercando su Internet. E chi cerca, trova.
Come genitori, i momenti peggiori li viviamo quando i nostri piccoli stanno male. Come è accaduto in questi giorni: Nicola, il nostro figlio più piccolo di 5 mesi ha avuto un’influenza con febbre a 40,5 e Antonio con un forte raffreddore e tosse secca. La situazione di Nicola si è aggravata quando ogni qualvolta gli somministravo una supposta di Tachipirina dopo circa dieci minuti gli veniva di fare la cacca. Che fare? Somministrare un’altra dose? Aspettare se avrà effetto quella già somministrata? E’ intanto però la febbre superava i 40 gradi.
Se siete abituate ad acquistare sempre gli stessi tipi di pannolini, fate bene. Io ho tentato di trovare un’alternativa ai pannolini mono-uso per diversi motivi. Uno di questi è sicuramente l’impatto sull’ambiente che un bimbo già con pochi mesi d’età produce. Mi sono imbattuta in una giungla di offerte, modelli e tipologie. Eccovi un resoconto.


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