Ho finalmente iniziato ad andare in piscina con mio figlio Antonio. Il freddo e la pioggia degli ultimi tempi me lo impediva per paura di dover uscire fuori magari con i capelli bagnati rischiando un’influenza o peggio.
Questa settimana su Ekopupo gira tutto attorno ai giochi e ai giocattoli. Lunedì vi abbiamo spiegato come si può limitare la quantità enorme di regali che i nostri bambini ricevono in ogni occasione risparmiando qualcosa sugli acquisti. Qui invece vi ho preparato una lista con i giochi e giocattoli consigliati per fascia d’età.
Giocare è una occupazione a tempo pieno. Nei suoi primi 6 anni di vita un bambino trascorre qualcosa come 150.000 ore giocando, ossia fino a 9 ore al giorno. I bambini hanno diritto al gioco, non soltanto perché lo affermano convenzioni internazionali ma perché è una loro precisa esigenza. Senza gioco, un bambino non ha la possibilità di svilupparsi in maniera sana e completa. Tramite il gioco un bambino può scoprire il mondo, se stesso e confrontarsi con gli altri. Visto l’importanza ho deciso di dedicare tutta la settimana a questo tema: il gioco e i giocattoli!
Il pomeriggio in biblioteca è diventato ormai un appuntamento fisso della mia settimana con i bambini. Antonio tutto orgoglioso si porta a casa i suoi libri e non vede l’ora di guardarli insieme alla Mamma o al Papà. Ho notato però come non è sempre facile scegliere il libro giusto per la sua età.
I nostri figli crescono con tre lingue: Italiano (la lingua del padre), Ceco (la lingua della madre) e il Tedesco (la lingua che utilizzano i genitori per comunicare tra di loro). Sicuramente questa situazione non è la più felice, perché temiamo che i nostri figli possano sentirsi esclusi quando Mamma e Papà parlano in tedesco tra di loro.
Le prime visite dal pediatra erano una passeggiata: tutto nella norma; il nostro figlio Nicola cresce benissimo; tutto ok. Nicola è nato 2 settimane dopo il termine con 3,1 kg di peso e 50 cm di lunghezza. Un bambino non troppo grande, ne troppo piccolo, perfettamente nella norma. Poi basta. Il pediatra non si complimentava più. Non era più nella norma. Nicola sembrava d’essersi fermato di crescere.


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