E’ arrivata la sera, fuori è buio. Noi bambini stiamo zitti, in attesa. Sappiamo che oggi viene San Nicola a portarci dei doni o forse anche il carbone o la verga, perché non siamo sempre stati obbedienti. Per farci perdonare abbiamo preparato disegni, canzoni e poesie da dedicargli. Un po temiamo l’omone con la barba, ma sappiamo anche che non se ne andrà prima di aver versato il contenuto del suo sacco sul pavimento: cosa ci sarà dentro?
San Nicola di Bari
In Svizzera è’ il 6 dicembre. La sera di Babbo Natale è tra i ricordi d’infanzia più belli che conservo. Ora però viviamo in Italia e qui la festa di San Nicola non si festeggia nello stesso modo. Sarà la Befana il 6 gennaio ha portare i doni. Ma secondo i miei gusti, è un giorno troppo distante da Natale. Il 6 dicembre invece, festa di San Nicola di Bari, quest’anno cadrà sul secondo avvento: una specie di anticipo delle festività natalizie, una degustazione dei profumi e sensazioni della notte santa.
Babbo Natale arriva
Fuori alla porta si sente il tintinnio di un campanello e poco dopo bussare alla porta: è Babbo Natale. Io e mia sorella guardiamo mia madre e mio padre come si alzano per andare ad aprire la porta. Pochi istanti dopo, un uomo con la barba bianca, vestito da vescovo di Myra con un massiccio bastone pastorale appare nel soggiorno. Dietro di lui, due uomini con le facce nere, vestiti con delle tonache nere e in mano la verga: sono i mori. Guardiamo, bocche spalancate, affascinati e un po intimoriti. Con gesti cerimoniosi, il Santo tira fuori un libro abbastanza grosso, da contenere fatti e malfatti di tutti i bambini del mondo. Sceglie con cura le pagine e poi si rivolge a noi bambini con voce bassa, ma simpatica: “Ecco Michele (cioè sarei io), tu quest’anno hai fatto il bravo. Soltanto una cosa, ecco: non fare arrabbiare la tua sorellina con i tuoi scherzi. Lei è più piccola di te, devi prendertene cura ed esserne un buon esempio.”
Ma come cavolo faceva a saperlo?!
“Si Babbo Natale,” rispondo io, guardando mia madre che sta in piedi all’angolo del divano: ma come faceva a saperlo?!
Babbo Natale ci fa promettere di fare i bravi. Dopodiché tocca a noi recitare una poesia e cantare una canzoncina in suo onore. Poi ci saluta lasciando il pavimento ricoperto di noccioline, mandarini e cioccolatini. Evviva.
Una volta non mi sono fatto distrarre dalle leccornie e mi sono avventato alla finestra, vedendo come Babbo Natale insieme ai mori saliva su una sgangheratissima Opel Taunus. L’anno successivo scopri come faceva a sapere tutto quello che combinavo: mia madre li lasciava un bigliettino davanti all’entrata.
A Monza, Babbo Natale non arriva perché ci pensa la Befana, il giorno dell’Epifania.
Quindi domani sera, 6 dicembre, ci penserà Papà

2 commenti
Vi segnalo che presso il Negozio solidale “Non solo ooh”, Sabato 12 dicembre dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle 15.30 alle 19, grandi e piccini potranno incontrare Babbo Natale. Via Francesco Frisi 9 a Monza (centro storico)
Ma è vero che nel Bergamasco si festeggia Santa Lucia nello stesso modo come San Nicola?! Anziché il 6 dicembre però è il 13 dicembre… me l’hanno raccontato Patrizia e Damiano, ieri mentre si passeggiava con i bimbi.
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